Cookie Policy Il Logos oltre la Parola: La Filosofia come Atto Civile per i Bambini Non Verbali di Anastasia De Masi -

Il Logos oltre la Parola: La Filosofia come Atto Civile per i Bambini Non Verbali di Anastasia De Masi

Nell’immaginario collettivo, la filosofia è spesso ridotta a un esercizio di retorica o a una disputa tra dotti. Tuttavia, se torniamo alla radice del Logos, scopriamo che esso non è solo “parola pronunciata”, ma pensiero, relazione e, soprattutto, presenza nel mondo. Quando ci interfacciamo con i bambini non ancora verbali, la filosofia smette di essere teoria per trasformarsi in uno strumento politico e civile con l’urgenza di restituire voce a chi abita il silenzio.

Il Diritto Inalienabile all’Espressione

Esistere significa comunicare. Per un bambino non verbale, l’assenza di linguaggio fonetico non coincide mai con l’assenza di pensiero o di volontà. Negare i mezzi per esprimere tale interiorità non è solo un limite clinico, ma una violazione di un diritto inalienabile. La filosofia ci insegna che l’essere umano si realizza nell’incontro con l’Altro. Se la società non fornisce al bambino “altri modi” per dire “Io”, lo condanna a un’invisibilità esistenziale.  Restituire questa voce è il primo vero atto di giustizia che una comunità deve compiere.

La Filosofia come Pratica di Emancipazione

Nel mio lavoro, documentato, la filosofia non è un accessorio, ma il motore dell’intervento. Abbracciare la prospettiva della filosofia e del diritto significa guardare al bambino non come a una “mancanza” da colmare, ma come a una “complessità” da tradurre. L’atto di facilitare la comunicazione in un bambino non verbale è un atto civile perché riconosce la Soggettività e il bambino smette di essere oggetto di cure e diventa soggetto di desideri. Abbatte il Pregiudizio perché dimostra che l’intelligenza e l’emozione non necessitano esclusivamente delle corde vocali per manifestarsi. Crea Cittadinanza perché un bambino che comunica è un bambino che può scegliere, che può dissentire e che, un domani, potrà partecipare alla vita sociale.

Oltre il Silenzio: Un Impegno Quotidiano

Il lavoro che porto avanti su mira proprio a questo: costruire ponti dove sembrano esserci abissi. Ogni strategia comunicativa adottata è una “domanda filosofica” posta al mondo: come possiamo ascoltare chi non usa la voce? Promuovere la comunicazione non verbale per poi trasformarla in comunicazione verbale significa lottare contro l’emarginazione. È una sfida che richiede coraggio pedagogico e sensibilità artistica, trasformando ogni piccolo segno, sguardo o tocco in una parola densa di significato. Perché, citando la tradizione del pensiero radicale, la libertà di un popolo si misura dalla capacità di dare ascolto ai suoi membri più silenziosi.

ANASTASIA DE MASI 

Pin It on Pinterest