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Carla Sala presenta ad Agrigento la consulenza filosofica come relazione di aiuto

Venerdì 30 ottobre, presso Vipharma Agrigento, in viale dei Giardini 31, verrà presentata la consulenza filosofica, relazione di aiuto primaria e basica rispetto alla strutturazione degli approcci medici al problema, che ha la funzione di intercettare il problema ed eventualmente ‘smistarlo’, attraverso l’approccio maieutico ai problemi del self e ai problemi relazionali, partendo dall’assunto per il quale qualsiasi problema legato ad un cambiamento o qualsiasi situazione critica è in verità un’opportunità.

La filosofia è colei che nasce per avere delle ancille, seppur più ramificate, e qualsiasi approccio deve partire da un ascolto che vada oltre una preparazione scientifica. La consulenza filosofica come disciplina nasce recentemente, da un’intuizione, quella per la quale la maieutica è la principale forma di educazione: e-ducere significa condurre, portare fuori. Nasce in Germania negli anni 80 del 900 e prende piede in America poco tempo dopo. I vari approcci derivano non soltanto dalle diverse scuole di pensiero, ma dai diversi erlebnisse (vissuti) del consulente.

Una panoramica della disciplina e un’idea di una risoluzione fast ad un problema legato a una impasse è un’idea di come la relazione di aiuto è fondamentale anche per situazioni non assolutamente problematiche. Durante il 900 la filosofia, ormai emancipata dalle altre discipline, vista la distinzione Husserliana tra la psicologia, psicoanalisi nascente e la vera e propria filosofia, nasce come mestiere. In Germania uno studioso di Filosofia, Achenbach, apre il primo studio di consulenza filosofica.

Nel corso della storia della filosofia il tema della filosofia come conduttrice di anime, e-ducere da cui educare, significa condurre, si sviluppa senza presunzione d’esistere di per sé, da Platone-Socrate in poi, partendo dalla scuola Pitagorica fino ad arrivare alla modernità e alle Università occidentali con i loro insegnamenti, volti all’educazione personale.

Durante l’800 la filosofia, con la fenomenologia Husserliana che prendeva le mosse da Brentano e che aveva disposto come la filosofia è disciplina diversa dalla nascente psicoanalisi, che prendendo le mosse dalla filosofia del selbst, e in particolare dal passaggio dall’empirismo che tendeva a vedere nell’essere umano un riproduttore dell’elemento reale, alla stregua dell’impostazione kantiana per la quale le forme sono riprodotte dalla forma mentis, aveva cominciato un lungo lavoro di comprensione di un ‘nascosto’ all’interno dell’io che definisce il visibile della vita reale. La filosofia, mantenendo la sua impostazione conoscitiva, aveva mostrato come le due discipline fossero diverse per intento, non per interesse.

Durante i primi anni ‘80 del ‘900 la filosofia scoprì la sua importanza nel modo della vita, non intesa come Lebenswelt al modo tedesco, ma come applicazione nella vita quotidiana dei principi di cui ormai la filosofia si faceva forte, conoscenza del modo conoscitivo e della formazione della psicoanalisi dai principi filosofici indagatori del nascosto, aveva definito un nuovo ambito della filosofia, quello della consulenza. In maniera più semplice, lo stesso principio per il quale molti ‘filosofi’, approfondendo altri ambiti del conoscere, divengono ottimi consulenti, si è fatta consigliera di se stessa.

Nasce così una nuova relazione di aiuto, che, alla stregua di tutte le altre discipline, ha il suo ambito specifico e il suo luogo proprio nel panorama delle relazioni di aiuto. Con questo specifico compito, la filosofia entra in campo come disciplina pratica e mestiere.

CARLA SALA 

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