Cookie Policy Coleritium "La Radice divina, Principi Mistici ed Esoterici" di B. Theo Di Giovanni -

Coleritium “La Radice divina, Principi Mistici ed Esoterici” di B. Theo Di Giovanni

Per un percorso di illuminazione 

 

Chi siamo? Da dove veniamo? Qual è il nostro fine?

Sono quesiti che ci poniamo da sempre, l’errata  risposta che si conferisce a tali quesiti è ritenerli  di natura filosofica, quali essi sono,   quindi vane, come se la filosofia  non fosse utile all’uomo, dobbiamo ricordare che proprio da questa nascono tutte le scienze e la maggior parte del sapere. Il pensare filosofico è un atteggiamento tipico di chi ricerca il senso del vivere e di come ci percepiamo nel sistema uomo-cosmo, dall’inizio della civiltà umana,  l’uomo è teso a fuggire  il problema del vuoto esistenziale, ma dall’altro lato,  cerca un creatore, con l’intenzione di avvicinarlo a sè stesso, col passare dei secoli, le scoperte e le interpretazioni di una cultura millenaria,  hanno aperto quella breccia da dove osservare scenari filo-teologici che hanno spinto l’uomo di senso  ad identificare e a dare una spiegazione al noumeno.  La radice divina è un testo di  principi mistici ed esoterici che, attraverso le esperienze dell’autore Coleritium, possiamo fruire di una ricerca che mira ad identificare il senso universale del destino e dei suoi attributi. Coleritium nella prefazione ci rivela che l’opera è frutto di ricerche, ma soprattutto l’intenzione del  ritrovamento del senso del viaggio terreno, che necessita di percepire il vuoto  della propria vita”. Non c’è rivelazione più autentica di questa. Ma chi,  effettivamente,  ha il coraggio di elaborare il vuoto che percepisce? Chi ha il coraggio di scendere dentro i propri gironi ed arrivare al compimento del viaggio che  svela la  luce? L’apparire è l’illusione che anestetizza le capacità dell’uomo,  i riflessi della luce vengono considerati come la vera luce, e allora la ricerca perde il senso e l’essenza della  felicità. Si cerca sempre all’esterno, il quale è in conflitto con la propria interiorità,  nessuno in questo modo potrà trovare il punto mediano  tra mente e cuore, dice Gurdjieff   “Ogni uomo viene al mondo simile ad un foglio di carta, ma le circostanze e le persone che gli stanno intorno fanno di tutto per imbrattare questo foglio e per ricoprirlo di ogni sorta di scritto”. Secondo Gurdjieff stesso, e penso che non sia un’ipotesi personale ma una verità fondamentale ed accettata, siamo appunto dei fogli bianchi e ci imbrattiamo reciprocamente a tal punto da perdere di vista la missione che dobbiamo compiere, bisogna saper sciogliere la materia e coagulare lo spirito, l’eccesso di miscredenza, di futili scetticismi, hanno creato una via cui si fa fatica a trovare il mezzo per continuare a procedere; il procedere alchemico, che seppur costituisce  grandi prove, consente il riconoscimento del proprio Sè interiore. “Come in alto così in basso, come fuori così dentro, come sopra così sotto, tu dividerai il grezzo dal sottile e riunificherai tutte le cose in Uno. Le parole di Ermete Trismegisto rivelano che l’uomo è nel tutto, e deve sperimentare la significazione del  demolire il molteplice fittizio, e riunirsi  con la coscienza universale. L’uomo non nasce perfetto, ma è perfettibile, quindi è suo compito riportare dall’ombra la fonte della luce, quando si inizia il percorso verso il ritrovamento della luce non dobbiamo aspettarci una strada in discesa, anzi il percorso diventa sempre più doloroso, sempre più difficile, non privo di lacrime,  per ritrovare  l’autentico messaggio del Kristos sulla propria pelle, bisogna accogliere il dolore, e non c’è scampo.  Sarai deriso, umiliato, anche da coloro che seguono quelle false filosofie dello spirito, tipo  New Age,  che illusoriamente credono che recitare l’om, accendere un incenso, imbellettare  una stanza di immagini sacre orientali sia, come per magia, il raggingimento della illuminazione. Non c’è più falsa strada come quella del New Age, fatto di  santoni che poi  non sanno tendere le mani a nessuno, ma soprattutto a sè stessi; non sanno apprendere quali sono gli elementi necessari e sufficienti utili alla trasformazione.  A  pagina 114 del libro si legge “ la New Age, “del tutto è amore”  e “tutto è perfetto così”  non fa che rinchiudere le persone in un’altra bolla percettiva, in un altro credo anestetizzante. La natura non è solo amore, ma anche violenza, sofferenza e morte. Bisogna cogliere il lato spietato della natura e non adagiarsi sulle vanità fuggenti. Parlare di amore universale rischia di farci addormentare di più, per  arrivare all’essenza  dell’amore dobbiamo attraversare l’ inferno, ed in questo caso, per avere coscienza del percorso,  bisogna porsi sempre come viandanti con il bagaglio del punto interrogativo. La rivelazione di Coleritium è molto forte, chi avrebbe il coraggio in questi tempi  di rendere chiara la pseudo-filosofia New Age,  distruggendo le  ampolle  piene di anestetico? Il “tutto è perfetto così” è una velenosissima frase che può addirittura distruggere parti della vita di una persona,  l’uomo ha il compito di unire e condividere,  le separazioni di ogni genere sono compito dell’ anima. “Il doveva andare così ” è troppo facile, possibilmente per destino doveva andare in un altro modo, ma il famoso foglio bianco che viene imbrattato, di cui parla Gurdjiff, in questi caso,  diventa un evidente esempio, però,  se l’anima decide che si deve ritornare in un determinato luogo, o unire determinate persone, sicuramente non ci sarà un presunto e discutibile libero arbitrio a fermare,  il volere  del cosmo. La sofferenza , che non viene assorbita come forza propulsiva, performatrice, informatrice e propedeutica, non serve a nulla, anzi aumenta uno stato di spaccatura tra anima e mente, ci sforziamo di far funzionare le cose come desidera l’ego, ma è sempre l’anima  e  lo spirito a decidere quale è il miglior percorso da seguire attraverso il corpo. Coleritium con il senso della sintesi, riesce a chiarire le possibilità di ogni essere e  attraverso i principi di grandi pensatori, di grandi uomini, di grandi personalità, menzionati nell’opera, ci viene insegnato come usare la chiave per accedere all’anima e leggere il proprio destino.

 

Per accurato approfondimento si invia il lettore a consultare:

Platone- Gurdjiff, Jung , Castaneda, Coleritium, Emilio Ferrara.

Bartolo Theo John Di Giovanni in Youtube.

 

B. Theo Di Giovanni

 

 

 

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