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Lettera di un Prof. di Bartolomeo-Theo Di Giovanni

Carissimi ragazzi/e

 

Questo periodo ha profondamente toccato le anime di ogni abitante della terra e, soprattutto, ha cambiato drasticamente le nostre abitudini. Ci siamo visti catapultati, da un giorno all’altro, in una realtà, che se in parte ci apparteneva, non pensavamo sarebbe diventata d’uso quotidiano in brevissimo tempo.

Dal 10 Marzo circa, quasi tutto il mondo si ritrova a vivere e lavorare entro le mura domestiche e uscire solamente per acquistare i viveri di prima necessità. Si sono dovute creare scuole on-line, uffici on-line, e tanto altro. Noi adulti eravamo abituati a dire che il mondo stava cambiando, che un giorno sarebbe stato… sarebbe successo… ecc… , ma di fronte a questa situazione siamo rimasti tutti increduli, soprattutto della velocità dei cambiamenti, eppure ancora insistiamo a non prendere sul serio quanto sta accadendo. E’ sicuro che la pandemia finirà, che torneremo ad uscire di casa, credo però, sia giunto il momento di porsi qualche domanda, soprattutto noi grandi, che già abbiamo vissuto parte della vita, e quasi sempre imputato colpe a voi giovani, declinando tutte le responsabilità ed appesantendo, così,  la vostra visione del mondo.

Voi siete solamente responsabili della vostra crescita, la colpa è di noi adulti che in questi ultimi decenni ci siamo comportati come dei sordi davanti al richiamo di madre natura, davanti ai cambiamenti climatici ed alla frantumazione del sistema ecologico; aspettavamo quel fatidico domani che avrebbe cambiato tutto,  l’impegno da parte nostra è stato veramente poco, pochissimo.

Quale esempio vi abbiamo fornito?

Quanto siamo stati maturi ad accettare che la responsabilità era solamente nostra?

Sono gli interrogativi che mi pongo ogni giorno,  qualcuno potrebbe, legittimamente, chiedermi, cosa c’entrano le riflessioni con un virus che passerà?

Posso rispondere che: vero è che tutto passerà, ma cosa abbiamo appreso da questo periodo epocale che  lascerà un indelebile ricordo?

Quanto adesso sono disposto a condividere i mezzi di sussistenza con il mio vicino, o con la mia vicina?

Sono in grado di rispettare le regole per evitare la diffusione della pandemia?

In questi momenti di prova l’uomo è tenuto ad osservare più che mai le norme per una pacifica convivenza, ed essere, soprattutto, di esempio per voi, che state crescendo e vi ritroverete un pianeta poco bello, inquinato, e sempre pieno di egoismo, dove l’uno, spesso, per ottenere ciò che vuole, lo fa a discapito di qualcuno più meritevole. Il mondo è di tutti, e non deve essere esclusiva solo di quei pochi che hanno avuto la fortuna di nascere privilegiati.

Dobbiamo capire che ogni evento, anche se apparentemente negativo, è sempre una grande possibilità di crescita, di capire i nostri talenti, e innanzitutto lavorare sulle nostre debolezze, in modo che possiamo essere più forti di prima.

Sicuramente mancano le passeggiate, ci manca passeggiare gustando un gelato mentre guardiamo il panorama, ci manca il quotidiano rapporto umano, e in particolar modo lo scambio di idee.

Quando usciremo, mi auguro che tutto abbia un sapore diverso, fondamentalmente lo credo, perché ho fiducia nei confronti dei miei simili. Quanto però siamo disposti a chiedere scusa per i nostri errori, a saperci perdonare reciprocamente?

Quando uscirò le lacrime di gioia scenderanno da sole, e la prima cosa che farò è andare in riva al mare e trascorrere tutta la notte guardando il cielo stellato e, ascoltando la musica delle onde,  impareremo sicuramente a non dare nulla per scontato, anzi ogni giorno faremo in modo che tutto sia basato sull’amore universale, sulla condivisione, e soprattutto sulla continua ricerca del significato di tutto ciò che potrebbe interessarci.

Cari allievi, siate forti, come state dimostrando di esserlo, siate sempre col vostro sorriso, e se adesso guardate la vita da dietro una finestra, avrete modo, quando torneremo alla vita quotidiana, di vivere tutto con altri occhi.

Non deve mai mancare in voi lo stupore, la gioia di per la vita, e soprattutto il rispetto verso la natura che ha messo a disposizione tanta bellezza per usufruirne tutti.

Alzatevi da letto durante l’alba e guardate il sorgere del sole, ed ascoltate tutte le emozioni e le parole che nascono dalla mente,  scrivetele su un quaderno, così da essere testimoni diretti di un periodo storico che racconterete un giorno ai vostri figli ed ai vostri nipoti.

Noi insegnanti abbiamo il dovere di essere presenti e di accompagnarvi, anche a distanza, sul percorso della vostra crescita, la cultura deve essere la base su cui fondare le vostre radici, leggete, scrivete, disegnate, colorate, ma prima di ogni cosa leggete il bellissimo libro, che è la vostra vita stessa, cercando ogni giorno di aggiungere pagine sempre più belle.

 

 

 

26 Marzo 2020.

 

 

Vostro prof. Theo

 

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